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lunedì 11 agosto 2008

Tortugal 2008





Pasticcini di Belém



Pastéis de Belém

Prendono il nome da una delle più belle di Lisbona alla foce del Tago: Belém appunto (contrazione di Betlehem) della famosa Torre simbolo della città, dell'imponente Mosteiro dos Jerônimos, del PadrŸo dos Descobrimentos ma anche del modernissimo Centro Culturale progettato dal nostro Gregotti. Sono dei pasticcini di pasta sfoglia con un ripieno tipo crema inglese, cotti in forno e serviti tiepidi o freddi spolverizzati di cannella o zucchero a velo o di entrambi. La pasta sfoglia potete acquistarla surgelata o farvela vendere dal vostro pasticciere. Stendetela a circa 2,5 cm di altezza e tagliatela a rondelle del diametro che possa servire a foderare degli stampini tipo budino un po' svasati verso l'alto
Ingredienti
  • 500 g di pasta sfoglia
  • 0,5 dl d'acqua
  • 150 g di zucchero
  • 1 cucchiaio da minestra di farina
  • 2,5 dl di latte
  • 4 rossi d'uovo
  • 1 chiara d'uovo
  • zucchero e cannella in polvere

Procedimento

Fate scaldare l'acqua con lo zucchero sino a che si addensi e faccia il filo. A parte diluite la farina in poco latte freddo poi unite il latte restante i rosse e la chiara d'uovo (prima ben sbattuti); aggiungete lo zucchero diluito nell'acqua e ponete la casseruola in un bagno maria facendo cuocere per 10-12 minuti senza mai smettere di mescolare. Con questo composto riempite le formine già foderate di pasta e fate cuocere in forno caldo (250Ç) per circa 25 minuti; servite spolverizzando con zucchero e/o cannella.

venerdì 11 luglio 2008

Il Cielo d'Irlanda by Fiorella Mannoia

Il cielo d'Irlanda è un oceano di nuvole e luce
il cielo d'Irlanda è un tappeto che corre veloce
il cielo d'Irlanda ha i tuoi occhi se guardi lassù
ti annega di verde e ti copre di blu
ti copre di verde e ti annega di blu

Il cielo d'Irlanda si sfama di muschio e di lana
il cielo d'Irlanda si spulcia i capelli alla luna
il cielo d'Irlanda è un gregge che pascola in cielo
si ubriaca di stelle di notte e il mattino è leggero
si ubriaca di stelle e il mattino è leggero

Dal Donegal alle isole Aran
e da Dublino fino al Connemara
dovunque tu stia viaggiando con zingari o re
il cielo d'Irlanda si muove con te
il cielo d'Irlanda è dentro di te

Il cielo d'Irlanda è un enorme cappello di pioggia
il cielo d'Irlanda è un bambino che dorme sulla spiaggia
il cielo d'Irlanda a volte fa il mondo in bianco e nero
ma dopo un momento i colori li fa brillare più del vero
ma dopo un momento li fa brillare più del vero

Il cielo d'Irlanda è una donna che cambia spesso d'umore
il cielo d'Irlanda è una gonna che gira nel sole
il cielo d'Irlanda è Dio che suona la fisarmonica
si apre e si chiude con il ritmo della musica
si apre e si chiude con il ritmo della musica

Dal Donegal alle isole Aran
e da Dublino fino al Connemara
dovunque tu stia viaggiando con zingari o re
il cielo d'Irlanda si muove con te
il cielo d'Irlanda è dentro di te

Dovunque tu stia bevendo con zingari o re
il cielo d'Irlanda è dentro di te
il cielo d'Irlanda è dentro di te

RinGraziaMento


Limerick 2008.

Inaspettabile,inimmaginabile e forse irripetibile.
Questi i tre aggettivi che meglio descrivono l'esperienza irlandese di "prima" estate.

Ad oggi, le mille emozionanti vicende che abbiamo trascorso imprimono in noi un'esperienza unica e rara.
Tanta la partecipazione emotiva tra le persone che vi hanno preso parte che anche adesso nel descrivere il viaggio non posso fare a meno di parlare con il "noi".

In una landa estranea ed estraniante, più persone con ruoli e compiti diversi hanno intessuto relazioni reciproche senza troppe aspettative ed ambizioni.
Come risultato ognuno ha portato a casa insieme con un'incalcolabile senso di angoscia, un'esperienza di vita che è possible acquisire solo in poche e determinate circostanze: la vacanza è sicuramente una di queste, tuttavia quella trascorsa a Limerick è stata qualcosa di più di una semplice vacanza: durante questi intensi 15 giorni infatti, ci si è fidati ed affidati a persone che in fin dei conti potrebbero esser definite (per il breve trascorso temporale) estranee.
Eppure, nessuno è tornato deluto o tradito per il proprio investimento emozionale, bensì tutti hanno acquisito una maggior consapevolezza di se stessi in relazione agli altri, per quanto affini o diversi ci si è riscontrati.

Molti non hanno resistito all'ondata di angoscia che inevitabilmente li ha assaliti nel momento dei saluti, tuttavia bisogna essere consapevolmente felici di aver provato delle così belle emozioni, rare e difficili da trovare nel normale corso della propria esistenza.

Quindi non tristi per ciò che si è lasciato, ma felici per ciò che si è vissuto.

Perchè esperienze simili lasciano in "noi" una carica vitale così potente da renderci più veri e giusti.
Questo è dunque il mio augurio più grande a tutti quelli che come me ("noi") hanno avuto il piacere e l'onore di prendere parte a questa vacanza-studio: vacanza intesa come svago dalle quotidiane distrazioni, e studio inteso come approfondimento emotivo della diversità interindividuale.

Buona vita a tutti.
il vostro Assistente sanitario
Simone

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giovedì 6 marzo 2008

Milan, ci rivediamo a Settembre, forse.

domenica 27 gennaio 2008

Storia di comune e volgare ignoranza

Pare che gli universitari siano, secondo improbabili sondaggi, ignari ed ignoranti del significato della parola shoah.
E' da poco terminato Il giorno della memoria......
il giorno per non dimenticare....
....
secondo me il giorno per scavare nella proprio coscienza
e rendersi conto che...

l'abominio siamo noi,
sono le nostre paure figlie dell'ignoranza e dell'incomprensione.

Ecco che, solo il ricordo e l'elaborazione razionale ed umana dello stesso può scongiurare il ripresentarsi di "distruzioni" simili (appunto shoah).


Ma cos'è la Shoa?

Shoa (שואה, traslitterato anche Shoah o Sho'ah), che in lingua ebraica significa "distruzione" (o "desolazione", o "calamità", con il senso di una sciagura improvvisa, inaspettata), è un'altra parola utilizzata per riferirsi all'Olocausto. Questo termine viene usato da molti ebrei e da un numero crescente di non ebrei a causa del disagio legato al significato letterale della parola olocausto. Cionondimeno è riconosciuto il fatto che la stragrande maggioranza delle persone che usano il termine olocausto non intendono tali implicazioni.

Infine molti Rom usano la parola Porajmos o Porrajmos («grande divoramento»), oppure Samudaripen («genocidio») per descrivere il tentativo nazista di sterminio.


Per una più definita ed enciclopedica spiegazione
cliccate su wikipedia

Olocausto

lunedì 14 gennaio 2008

Consiglio spassionato a chiarire le proprie ambizioni

Badate gente e meditate,che a ritrovarsi in situazioni del genere non bisogna necessariamente essere degli arrivisti senza scrupoli,avari ed ipocriti,spesso ci si è inconsapevolmente trascinati per l'altrui emulazione e per sfrenata competizione.

A mente deve sempre rimanere quale è il vero scopo, la vera missione,il vero cammino che si è deciso ad intraprendere.
Nessuno è obbligato,tanto meno costretto a fare della medicina la propria professione.
Si è sempre in tempo per cambiare e a proposito... uno studio ha recentemente consacrato i dentisti italiani come quelli più pagati dopo quelli londinesi.
Schiaritevi, meditate e decidetevi che siete sempre (ancora) in tempo.

NON SE NE PUO' PIU' DI MEDICI O FUTURI TALI CHE HANNO COME UNICA FONTE (ED ASPIRAZIONE) DI DISCUSSIONE L'ACCAPARRAMENTO DI POSTI, DI SOLDI E DI QUALSIASI ALTRA COSA, MERAMENTE E MESTAMENTE, MATERIALE


Dal corriere della sera:Ospedale di Vibo: tutti primari

I numeri choc della struttura nota per la malasanità: all'Asl oltre 1.900 dipendenti

Amate il brivido? Venite a farvi ricoverare a Vibo Valentia. Dove c'è perfino un chirurgo che s'è fatto esentare dalla sala operatoria perché ha un debole per il vino ma è stato premiato lo stesso con l'«alta specializzazione». Concessa, dalla generosa Asl vibonese, alla bellezza di 153 medici. Oltre ai primariati di serie A, a quelli di serie B, alle direzioni varie... La più alta densità planetaria di luminari. La storia dell'ultimo anno, in realtà, dice qualcosa di diverso. Basti ricordare il caso di Federica Monteleone, la sedicenne morta dopo un blackout elettrico mentre era sotto i ferri per una banale appendicectomia. O quello di Eva Ruscio, l'altra ragazzina deceduta un mese fa dopo il ricovero per un ascesso alle tonsille. O ancora quello di Orazio Maccarone, il vecchio morto il giorno di Santo Stefano dopo quattro ore al pronto soccorso, ore che il figlio Michele ricorda per la difficoltà di parlare con certi medici dall'approccio «superficiale e strafottente». Insomma: un ospedale inaccettabile in un Paese civile. Sgarrupato. Sporco. Come buona parte delle strutture sanitarie calabresi. Al punto di spingere la stessa Livia Turco a scendere la vigilia di Natale a Lametia Terme per incontrare i familiari delle vittime. E sono gli stessi medici (meglio: una parte dei medici) a denunciarlo. Come Michele Soriano, il primario di ortopedia che a metà ottobre mandò una lettera al presidente regionale: «L'ospedale è in coma». Colpa degli organici gonfiati. Dei direttori generali «addomesticati» via via «inviati da Catanzaro a sbarcare il lunario». Dei sindacati medici «lontani anni luce dalla gente che lavora ». Parole dure quanto quelle del direttore sanitario Pietro Schirripa, vicino al vescovo di Locri Giancarlo Bregantini: «Abbiamo almeno 400 esuberi nel settore amministrativo ». O ancora del neurologo Domenico Consoli: «Purtroppo la classe medica vibonese, con le debite eccezioni, non è libera. È debitrice verso gli elargitori di prebende di carriera». Il governatore Agazio Loiero ha promesso «piazza pulita». Le autorità hanno chiuso un po' di reparti a rischio. Il comando regionale dei Carabinieri è stato allertato per 98 «documenti di rilevante interesse» e informato di 132 contestazioni disciplinari contro singoli dipendenti e ditte appaltatrici. L'attività di qualche sala operatoria è stata fermata per «mancanza di anestesisti».

NOTA SURREALE - Una nota (surreale) ha disposto che «il primario anestesista dovrà essere in servizio, anche come seconda unità, rispettando rigorosamente l'orario », come se non lo facesse mai. E da Roma dovrebbe arrivare oggi il prefetto Achille Serra, mandato a guidare una commissione d'inchiesta sulla sanità calabrese composta di persone in larghissima parte estranee alla Regione e alla politica locale. Politica toccata appena due giorni fa dall'ultima condanna: cinque anni a Giorgio Campisi, del-l'Udc, riconosciuto colpevole con Armando Crupi, già direttore generale dell'Azienda sanitaria, di un giro di tangenti che ruotava intorno all'appalto per il nuovo ospedale di Vibo Valentia. Un panorama da incubo.......

TUTTI DIRIGENTI - Tutti «dirigenti», ma con peso crescente in base alla preparazione. Spiegare ogni fascia non ha senso. Basti dire che grossomodo le tre superiori sono: dirigente di struttura semplice (una specie di vice-primario), dirigente di struttura complessa (il primario di una volta), dirigente dipartimentale con incarichi direttivi. Cosa è successo, nel tempo? Che come in altri casi (si pensi ai 3.769 dirigenti ministeriali tutti benedetti con la valutazione «ottimo») i premi sono stati spartiti e distribuiti a pioggia. Per dare qualche soddisfazione. Per garantire un ritocco agli stipendi. Per consolare i depressi. Fatto sta che ... è successo un po' ovunque. Dalla Lombardia alla Sicilia. Al Sud, però, in forme abnormi. Prendiamo appunto l'Asl di Vibo Valentia, dove secondo l'avvocato Giuseppe Pasquino, c'è nel mondo sanitario «un carrierismo sfrenato, sostenuto da politica e massoneria, che porta ai vertici più alti gente spesso incapace». Sapete quanti sono i dipendenti? Oltre 1.900. Dei quali 386 medici (115 in ospedale, gli altri «fuori sul territorio»), 680 infermieri e tecnici (220 in ospedale, gli altri «fuori»), 140 ausiliari (16 in ospedale, gli altri «fuori»), 650 impiegati amministrativi e tecnici, dei quali solo 10 (dieci!) in ospedale. Il tutto per un totale di 200 letti e 191 ricoveri medi giornalieri. «Non è una Asl, è uno spezzatino — sorride Carlo Lusenti, segretario nazionale dell'Anaao —. Noi a Reggio Emilia, con lo stesso numero di persone, mandiamo avanti una struttura col quadruplo di letti, servizi d'avanguardia e professionisti di livello internazionale ». Anche a Vibo, sulla carta. I numeri dell'Asl sono sfolgoranti: 40 primari, 85 dirigenti di strutture semplici e 153 medici ad «alta specializzazione ». Compresi molti che, allo stesso tempo, non possono esercitare perché hanno il certificato di inidoneità. Al dipartimento materno infantile ad esempio, tra medici e infermieri, sono circa la metà: il 45%. Ma che te ne fai di un ostetrico che non può assistere ai parti?

Gian Antonio Stella
14 gennaio 2008

sabato 12 gennaio 2008

Ineluttabilità dell'incompletezza

Bisognerebbe soffermarsi di più a riflettere sul vero e intimo significato delle parole, troppe volte svendute o mistificate.

Quella più spesso mal utilizzata è:

Amore
ideogramma cinese tradizionale/giapponese per amore (愛) consiste in un cuore (centrale) all'interno di "accetta," "tatto" o "percepire", ciò mostra un'emozione graziosa.

ideogramma cinese tradizionale/giapponese per amore (愛) consiste in un cuore (centrale) all'interno di "accetta," "tatto" o "percepire", ciò mostra un'emozione graziosa.


Una
definizione apprezzabile per la semplice immediatezza che evoca, si ritrova su wikipedia "...l'amore è semplicemente quella sensazione che può (iperbolicamente) "uccidere" una persona oppure renderla l'essere più felice del mondo....

Nel greco antico i termini utilizzati per definire i vari sensi con cui attualmente si usa la parola "amore" sono maggiori e perciò più precisi, rispetto che in molte lingue moderne.

  • philia indica l'amore tra amici o l'interesse verso qualcosa
  • eros definisce l'amore sessuale
  • agape è amore incondizionato, anche non ricambiato, spesso con riferimenti religiosi: è la parola usata nei vangeli
  • storge è l'amore familiare

Anche nel greco antico non è comunque possibile tenere i vari sensi ben separati e così troviamo agape talvolta con lo stesso significato di eros, e il verbo agapao con lo stesso significato di phileo (come nell'antico testo greco della Bibbia).

Secondo la maggior parte degli psicologi e degli scienziati , sono tre le fasi principali nell'amore fra esseri umani: infatuazione o (Innamoramento), attrazione e attaccamento, composte da vari elementi e stadi.

Generalmente, l'amore comincia nella fase dell'"infatuazione", forte nella passione ma debole negli altri elementi. Il primo sprone di questa fase sarebbe l'istinto sessuale. L'aspetto fisico, e altri fattori, giocherebbero infatti un ruolo decisivo nel selezionare possibili compagni o compagne. In questa fase l’amore è puramente materiale: si apprezza il/la compagno/a nella sua apparenza corporea, nella sua pura esteriorità. Quello che inizia con l'infatuazione può svilupparsi in uno dei tipi d'amore più pieni.

Con il passare del tempo gli altri elementi (affetto, attaccamento) possono crescere e la passione fisica può diminuire d'importanza, mantenendo però quell'equilibrio alla base della relazione. In questa fase, detta "attrazione", si giudica il partner al di là di come appare, ma nella sua cultura, nei suoi valori e nei suoi modi, già indirizzandosi, pur inconsapevolmente, su quelle qualità che si vorrebbero trasferire ai figli. In questa fase, quindi, si apprezza il/la compagno/a nella sua pura interiorità.

Nella fase dell'"attaccamento", la persona si concentra su un singolo compagno e la fedeltà assume importanza. Ormai si apprezza il/la compagno/a in sé e per sé, in modo pieno e totale, forti delle due fasi precedenti ma ora consapevoli di tutto il proprio percorso interiore. Ora non si amano più caratteristiche determinate, siano esse materiali o spirituali, ma l’uomo/la donna in quanto tali."


Sebbene gli esseri umani non siano generalmente sessualmente monogami, si ritiene tuttavia che siano emozionalmente monogami.

Sapevi di essere emozionalmente monogamo?
Io no,però pensadoci bene....